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Aggiornato il: mar 1


Cara amica, mi sono chiesta perché dopo tanti anni ti ho cercato. Il tuo incontro con Claudio nel 2016 nei pressi di casa tua forse non è stato fortuito...Mi chiedo spesso perché sono così allegra e spiritosa quando parliamo al telefono o quando ci incontriamo da sole o con le nostre famiglie. Non ci siamo cercate per quasi trent'anni limitandoci a farci gli auguri per i compleanni. La verità è che la distanza delle nostre città, gli impegni e non so cos'altro, ci avevano fatto uscire dalle nostre rispettive vite. Tre anni fa, quando abbiamo ripreso a frequentarci, non so se è rinata una vecchia amicizia o se è nato qualcosa di nuovo. Ricordo vagamente gli anni del collegio, le uscite serali coi nostri 'morosi', le visite a casa tua (spesso con cena e pernottamento). So che ci legava affetto, lealtà, rispetto ma non posso ricordare i nostri discorsi, le idee, i problemi che forse, da adolescenti, ci affliggevano. Questo nuovo legame nato fra donne mature per me è indispensabile. Tu sei piuttosto 'legnosa', lo eri anche cinquant'anni fa? Io ero e sono spontanea e 'rompiscatole'. Perché ora mi piace tornare a Ostiglia, a Libiola, forse anche a Poggio? Perché aspetto con gioia di incontrarti? I ricordi più vivi che ho (o che desidero rivivano) degli anni passati sono quelli legati alla mia casa e alla mia famiglia. Ti vedo arrivare col tuo 'Ciao' arancione (che tanto mi piaceva) o con la macchina verde di tuo papà. Ti vedo parcheggiare fra le piante davanti a casa mia. Mi vedo con te, mia mamma e mia nonna chiacchierare a lungo in cucina, chissà di cosa... Ti vedo a casa mia e insieme a te vedo la mia cara famiglia. Era questo che cercavo. E' questo che ho trovato.

25 gennaio 2020

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